Impianti fotovoltaici

Ambiente

In CEIF crediamo nella necessita' di perseguire uno sviluppo sostenibile ed in una tecnologia rispettosa dell'ambiente e della qualita' della vita.
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L’attenzione dimostrata sin dalla nascita dell’azienda e concretizzatasi già da molti anni in tutti i settori che guardano “all’ambiente” come un bene da salvaguardare, non poteva prescindere dall’occuparsi anche di tutte le forme di produzione dell’energia a basso impatto ambientale, quelle che vengono raggruppate con il termine “Energie prodotte da fonte rinnovabile”, quindi per CEIF Il fotovoltaico è solo l’ultima delle molteplici sfide che sta affrontando per continuare ad essere un’impresa all’avanguardia che guarda al futuro non con timore, ma come fonte di nuove opportunità per consolidare sempre più il proprio ruolo di leader. Dato che l’esperienza ci ha insegnato che per affrontare seriamente una nuova tipologia impiantistica occorre conoscerla a fondo, sono stati fatti investimenti in uomini ed attrezzature al fine di acquisire il necessario know-how e, solo successivamente, ci siamo presentati sul mercato realizzando i primi impianti che, una volta avviati, hanno incontrato il pieno gradimento di progettisti e committenti, dimostrando ancora una volta l’efficacia del nostro metodo comportamentale basato sulla competenza, sulla serietà e sull’affidabilità.

In pochissimi anni CEIF è diventato un primario riferimento nel settore e questo contribuisce ampiamente a ripagarci delle fatiche per l’impegno profuso da tutta la struttura aziendale.



Classificazione

Un impianto fotovoltaico è un impianto elettrico che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico. Gli impianti fotovoltaici sono generalmente suddivisi in due grandi famiglie: impianti ad isola o stand-alone, e impianti connessi alla rete o grid-connected.

Impianti fotovoltaici ad isola

Questa famiglia identifica quelle utenze elettriche isolate da altre fonti energetiche, come la rete nazionale in AC, che si riforniscono da un impianto fotovoltaico elettricamente isolato ed autosufficiente. I principali componenti di un impianto fotovoltaico a isola sono generalmente: campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole; regolatore di carica, deputato a stabilizzare l’energia raccolta e a gestirla all’interno del sistema; batteria di accumulo, deputata a conservare l’energia raccolta in presenza di irraggiamento solare per permetterne un utilizzo differito da parte dei carichi elettrici.

In questa configurazione di impianto, i carichi elettrici (ivi compreso un eventuale inverter che utilizzi corrente alternata) sono direttamente connessi al regolatore di carica, che funge da vero e proprio supervisore di sistema. Il campo fotovoltaico in genere impiegato per gli impianti ad isola è ottimizzato per uno specifico voltaggio di sistema, deciso solitamente in fase di progettazione del sistema stesso. I voltaggi più utilizzati sono 12, 24 o più raramente 48 V. Conseguentemente, essendo la maggior parte dei moduli fotovoltaici in commercio a 12 o 24 V, le stringhe elettriche che formano il campo sono molto corte, fino al limite del singolo modulo per stringa. In quest’ultimo caso, in pratica, il campo fotovoltaico è costituito da semplici paralleli elettrici tra moduli, occasionalmente dotati di diodi.

Impianti fotovoltaici connessi alla rete

Questa famiglia identifica quelle utenze elettriche già servite dalla rete nazionale in AC, ma che iniettano in rete la produzione elettrica risultante dal loro impianto fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e sincronizzata a quella della rete.

I principali componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete sono: campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole; inverter, deputato a stabilizzare l’energia raccolta, a convertirla in corrente alternata e ad iniettarla in rete; quadristica di protezione e controllo, da situare in base alle normative vigenti tra l’inverter e la rete che questo alimenta.

Componente spesso sottovalutata sono i cavi di connessione, che devono presentare un’adeguata resistenza ai raggi UV ed alle temperature. I vari gestori di rete sono chiamati dalla vigente normativa italiana a fornire il servizio di net metering a titolo gratuito, fatte salve le spese di gestione, che si concretizzano in genere nel canone annuo di locazione di un contatore piombabile, dedicato esclusivamente alla misurazione dell’energia elettrica prodotta, e connesso a quello di consumo per permettere di autoconsumare sul posto, iniettare in rete o prelevare dalla rete l’energia in modo trasparente.

Questo tipo di impianti, grazie alle incentivazioni stabilite dai paesi ratificanti il Protocollo di Kyoto, e concretizzatesi in Italia con il cosiddetto Conto energia, hanno avuto un aumento esponenziale di applicazioni.

Fattibilità su larga scala

Le stime del consumo elettrico italiano per il 2006-2010 sono di 351,6 TWh (miliardi di kWh) annuo, con un Tasso di incremento medio annuo del 2,8%. L’ex ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola ha affermato nel 2006 come «siano oggi operativi impianti fotovoltaici per circa 30 MW e che, per effetto delle iniziative prese negli scorsi anni dal Ministero dell’Ambiente, altri 15-20 MW dovrebbero divenire operativi nel prossimo biennio», aggiungendo che una estensione delle agevolazioni «potrebbe portare la realizzazione complessiva di impianti fino alla potenza di 500 MW». Nel 2005 in Italia sono stati prodotti circa 50 TWh da fonti rinnovabili, la maggior parte dei quali (36 Twh); da fonte idroelettrica, in seconda battuta (6,15 TWh) da biomassa e rifiuti (la cui combustione, qualora condotta facendo uso della migliore tecnologia disponibile, produce al più lo stesso inquinamento atmosferico generato da una centrale termoelettrica ad idrocarburi), da fonte geotermica (5,32 TWh) e da centrali eoliche (2,34 TWh).

Anche con il raggiungimento di una potenza di 500 MW previsti in pochi anni che permetterebbe di arrivare a produrre 0,6 TWh in un anno, il fotovoltaico resterebbe agli ultimi posti. I limiti principali allo sviluppo degli impianti fotovoltaici risiedono innanzitutto nell’alto costo degli impianti stessi e di conseguenza dell’energia prodotta. Secondo altri studi (effettuati nel 2004), per coprire il consumo energetico elettrico italiano sarebbero necessari 1.861 km² (supponendo 1500 ore di insolazione all’anno che generi la potenza di picco e 8 m² per Kwp).

La superficie totale italiana è pari a 301.171 km², quindi servirebbe coprire lo 0,6% della superficie italiana per fare fronte al consumo elettrico nazionale. Considerando una superficie agricola utile di 13 milioni di ettari, si dovrebbe quindi coprire con campi fotovoltaici una superficie pari all’1,4% dei terreni agricoli. Molte speranze si possono ragionevolmente riporre nel fotovoltaico, se integrato con gli altri sistemi di energia rinnovabile, nella sostituzione graduale delle energie fossili, in via di esaurimento. Segnali in questo senso provengono da diverse esperienze europee. In Germania in particolare, leader mondiale del settore dopo il Giappone, sono state avviate molte centrali elettriche fotovoltaiche utilizzando zone dismesse o tetti di grandi complessi industriali. (fonte wikipedia)

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